martedì 23 luglio 2013

Trippadvisor 2 - Cose da sapere prima di andare in Cecoslovacchia

1. La prima cosa da sapere prima di andare in Cecoslovacchia è che la Cecoslovacchia non esiste più: esistono la Repubblica Ceca e la Slovacchia (e, per di più, i cechi agli slovacchi proprio non li possono vedere).
Un'abitante del luogo
2. Sui Sudeti, catena montuosa a sud del Paese, fa parecchio cheldo.
3. Il latte che viene offerto a colazione in alberghi e bar è prodotto esclusivamente da slovacche locali.
4. Alla voce “piatti tipici” dei menù di tutti i ristoranti troverete la Cotoletta alla milanese. Questa, in effetti, che è l’unica cosa veritiera di questo articolo, non me la spiego: è come se noi dicessimo che il Prosciutto di Praga è tipico dell’Emilia-Romagna.
5. La Repubblica Ceca è la nazione con la più alta concentrazione di castelli al mondo. Roberto Castelli, invece, purtroppo è italiano.

lunedì 15 luglio 2013

Trippadvisor - Cose da sapere prima di andare in Giappone

Il blog “Non c’è trippa per Gandhi”, che poi sarebbe questo, torna a svolgere la sua importante funzione di servizio pubblico, e non nel senso di gabinetto. Le vacanze sono alle porte, così come gli esattori di Equitalia: due ottimi motivi per partire e dirigersi a caso il più lontano possibile.
Qualora tale serendipità vi conduca in Giappone, meta ambitissima quest’anno per lo svolgersi, come d’altronde tutti gli anni, dei mondiali di Sumo, è bene che siate eruditi sulle fondamentali nozioni/indicazioni di seguito elencate:
Ari-gattò
1. Non chiedete in giro la maglietta di Holly della serie “Holly e Benji”, oltre che per un motivo di dignità personale, perché nella versione nipponica si chiama Capitan Tsubasa.
2. La frase “Sono rappa wo fukuno wo yamete kuremasenka?”, che significa “Scusi, potrebbe smettere di suonare la trombetta?”, potrebbe tornarvi utile, ma neanche troppo.
3. Il Sol Levante non è mezzo tono sopra il Sol Diesis.
4. Il protocollo di Kyoto non è un foglio per incartare il sushi.
5. La capitale del Giappone fino al 1867 è stata Kyoto: da qui il famoso detto “Tokyo scaccia Kyoto”. Le parole “Tokyo” e “Kyoto” sono anagrammi non origami.
6. La cerimonia del è molto bella, ma è talmente lunga e soporifera che è bene sia preceduta dalla cerimonia del caffè. Di tanto in tanto viene ravvivata da qualche invasore pazzo che si spaccia per Dan Peterson.
7. Se dopo giorni di alghe e riso tutto vi sembra avere lo stesso Sapporo, e cominciate ad avere nostalgia del cibo italico, potete provare a ordinare al ristorante una pagoda alla vaccinara.
8. Alla domanda del gelataio “Che plendete?”, la classica battuta “Lei coppetta, Yoko Ono” non piace particolarmente: i giapponesi su questo sono piuttosto sushettibili.

9. Non fate, inoltre, battute ovvie sul cognome di Kagawa, giocatore del Manchester United e idolo locale. Più in generale, non fate mai arrabbiare i giapponesi altrimenti sono kamikazi amari.

giovedì 11 luglio 2013

Come on let's tweet again

La classifica dei migliori 10 tweet espettorati dall'account Twitter di codesto blog:

#10. Regà,non ricordo se sulla pasta al tonno ci va il formaggio:fissiamo una videocall alle 12? Ve ne sarei gratinato
#9. Incolonnamenti su via dei Settebagni: pare sia finita la carta
#8. A giorni alterni, tutti in ufficio a cavallo: per uno sviluppo equino e sostenibile. PS Il suo sarebbe un cavalluccio Marino
#7. è dirti tanto
#6. in tempo di crisi
#5. ! Se proprio devi leggere tutto quello che diciamo, almeno rituittaci! Altrimenti qua smontiamo barack e burattini
#4. Ma avete remore a modificare il Porcellum perche' del maiale non si butta via niente? Scusi l'insuinazione. Cordiali salumi
#3. Hi Obi! How are you? Tutt'apposht'? Regarding global situation, what do you think about Valeria Marini's wedding? Many thanks
#2. Ue Albus, ma e' vero che quando,nel 50 a.C., i romani conquistarono Trento dissero:"Abbiamo fatto Trento, facciamo Trentino"?
#1. Ciao Britti, hai mai pensato di fare un duetto con Britney? Sarebbe come se duettassero Minghi e Mango. Fammi sapere, grazie

domenica 7 luglio 2013

Nonc'ètrippaperGandhix Reloaded

Non mi è apparso Gesù sulla via di Damasco, ma molto molto più umilmente (aggiungete un'altra abbondante settantina di "molto") mi è apparso Alberto Angela su via della Camilluccia, a Roma.

Immensemente Angela
Era proprio lui, con la sua acconciatura alla Fernando Llorente, che accompagnava i figli a scuola e, salutando i pargoli (molto somiglianti a nonno Piero e a nonna Angela), porgeva loro una chitarra classica (??) e, nel contempo, buttava un occhio al cantiere di operai limitrofo, sperando sbucasse fuori un'anfora romana o Quarke reperto paleozoico.

Nonostante non abbia fatto in tempo, in quanto costernato e un tantino costipato, a raggiungerlo per chiedergli un passaggio a nord-ovest a bordo della sua Ulysse, il sol adocchiare la sua barbuta silhouette mi ha rimembrato dell'esistenza di questo mio blog dai contenuti elevati come il premio della mia assicurazione.

E così, mentre Mentana e Muccino, indignati, smettono di scrivere su Tuitter, io riprendo più indefesso e, soprattutto, fesso che mai.