giovedì 22 dicembre 2011

Nomen Omen? Piuomèn..

Vi siete mai chiesti perchè Madre Teresa di Calcutta fosse albanese? Così come Sant'Antonio da Padova nacque a Lisbona? O perchè Santi Licheri non è neanche stato fatto Beato? O perchè Italo Calvino avesse una chioma fluente? Spero di no, perchè se l'aveste fatto avreste dei problemi ed, inoltre, questo blog perderebbe la sua importante funzione sociale.
Faccia di Chiappe
In ogni modo, tali e talaltre singolari discordanze vanno a confutare la cacofonica locuzione latina "Nomen Omen" (letteralmente "Un nome, un destino"), secondo la quale il nome assegnato vada ad incidere sull'esistenza dell'assegnatario. Se così realmente fosse, infatti, ci saremmo aspettati che 2 personaggi storici come il Generale francese Jean Chiappe ed il tribuno romano Tito Ilio Proculo avessero avuto, in virtù dei rispettivi sfinterici cognomi, una vita fortunata. I due ebbero altresì un destino, e tante volte anche l'intestino, avverso.
Chiappe, appena nominato Alto Commissario francese in Arabia Saudita, fu abbattuto per sbaglio, mentre volava per il Libano (le famose "Chiappe al vento"), da un velivolo italiano che stava prendendo parte alla Battaglia di Taranto del 1940 (non solo abbiamo perso contro gli inglesi, abbiamo pure fatto fuori il povero Chiappe); Proculo, invece, non la fece franca coi Franchi (a differenza di Franco Franchi), con i quali era persino imparentato, e fu da loro consegnato all'Imperatore Probo, che lo mise a morte quale usurpatore (se il nome, poi, influisse davvero così tanto, Proculo sarebbe dovuto nascere ai tempi di Vespasiano).

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