domenica 6 ottobre 2013

Del perché si chiama "Bidet" ma in Francia non c'è

Il bidet: una tecnologia antica ma sempre attuale.

La parola francese "bidet" letteralmente significa "pony". I depositari della lingua italiana, che sono gli stessi rei di aver tradotto il titolo del film "The eternal sunshine of the spotless mind" in "Se mi lasci ti cancello", ebbero l'accortezza di evitare tale traduzione letterale che avrebbe scaturito il proliferare di frasi di dubbio gusto.

Non c'è 2 senza bidreher
Il bidet, per gli amici "bidè", nacque per sbaglio in Francia tra il XVI ed il XVII secolo da uno sconosciuto ma profumato inventore. Dopo un'infanzia felice, il bidet raggiunse il suo apice durante la Rivoluzione francese, tanto da ispirarne il motto "Liberté, egalité, fatti un bidé", successivamente sostituito, nonostante l'opposizione dei sanculotti, dal più comunista "Fraternité"; da quel momento il bidet venne accantonato in tutta la Francia o, al massimo, utilizzato per tenere in fresco le birre.
Fu poi riportato in auge dalla Regina di Napoli Maria Carolina d'Asburgo-Lorena, che volle un bidet nel suo bagno personale alla Reggia di Caserta (nello stesso bagno dove, tra l'altro, si verificò quella che gli storici ricordano ancora come "la Scoreggia di Caserta"), e da Michael Jackson che compose nel 1983 la celebre "Bidet, just bidet", canzone che narra di quelle mattine in cui non si fa in tempo a fare la doccia.

Preme sottolineare, infine, che l'Italia è l'unico Paese al mondo dove il bidet è obbligatorio. In una concitata seduta di Gabinetto, infatti, venne stabilito che: "Per ciascun alloggio, almeno una stanza da bagno deve essere dotata dei seguenti impianti igienici: vaso, bidet, vasca da bagno o doccia, lavabo" *. Si può, pertanfo, concludere che l'Italia è una Repubblica fondata sul lavabo.

* Decreto Ministeriale del 5 luglio 1975, art. 7 comma 3.

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