Non mi è apparso Gesù sulla via di Damasco, ma molto molto più umilmente (aggiungete un'altra abbondante settantina di "molto") mi è apparso Alberto Angela su via della Camilluccia, a Roma.
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| Immensemente Angela |
Era proprio lui, con la sua acconciatura alla Fernando Llorente, che accompagnava i figli a scuola e, salutando i pargoli (molto somiglianti a nonno Piero e a nonna Angela), porgeva loro una chitarra classica (??) e, nel contempo, buttava un occhio al cantiere di operai limitrofo, sperando sbucasse fuori un'anfora romana o Quarke reperto paleozoico.
Nonostante non abbia fatto in tempo, in quanto costernato e un tantino costipato, a raggiungerlo per chiedergli un passaggio a nord-ovest a bordo della sua Ulysse, il sol adocchiare la sua barbuta silhouette mi ha rimembrato dell'esistenza di questo mio blog dai contenuti elevati come il premio della mia assicurazione.
E così, mentre Mentana e Muccino, indignati, smettono di scrivere su Tuitter, io riprendo più indefesso e, soprattutto, fesso che mai.
Sei un genio!!! Non vedo l'ora di vederti su Zelig, e leggere di su GQ (lontanto dagli occhi di mia moglie). C'hai un grande futuro davanti, regà. Ti seguirò nei giornali.
RispondiEliminaSilvio Berlusconi (per non dire il mio nome vero)
(Che è Walter Veltroni).
Sei un genio!!! Non vedo l'ora di vederti su Zelig, e leggere di su GQ (lontanto dagli occhi di mia moglie). C'hai un grande futuro davanti, regà. Ti seguirò nei giornali.
RispondiEliminaSilvio Berlusconi (per non dire il mio nome vero)
(Che è Walter Veltroni).